Scritto da Andrea Grassi.
Oggi gli strumenti per fare comunicazione si sono evoluti esponenzialmente, basti pensare alle opportunità in continua crescita offerte dal www, dal mobile e dai multimedia in genere.
Esistono una miriade di forme di comunicazione che permettono quindi di esprimere il nostro Brand al mercato. Oggi, molto più di ieri, è quindi fondamentale e sempre più difficile riuscire ad comunicare una Visual Identity coerente e soprattutto congruente in ogni strumento e in ogni forma.
In una e-zine le possibilità di esprimere il proprio Brand sono molto diverse da quelle che abbiamo in una brochure, in una pagina pubblicitaria o nel proprio sito. Nonostante questo è fondamentale che, indipendentemente dalle diverse possibilità, il risultato sia congruente su ciascuno dei mezzi utilizzati, al fine di capitalizzare gli investimenti che ci sono dietro.
Solo alcune aziende hanno una struttura che permette loro di gestire internamente tutte queste attività e supervisionarle mentalmente e fisicamente.
Solo poche agenzie hanno uno staff che permette al cliente di usufruire di un servizio integrato diretto su tutti questi strumenti.
Il risultato molto spesso è che oggi, ancora più di ieri, le aziende dispongono di tanti strumenti di comunicazione, che molte volte però delineano in modo incongruente (tanto o poco) la loro Visual Identity e/o Brand Identity.
Come fare quindi ad essere congruenti?
Sono fondamentali mentalizzazione e razionalizzazione approfondita di tutti gli elementi che compongo la propria Brand Identity. E' cruciale un'attività dell'ufficio marketing aziendale per sviscerare, fissare, condivdere e formalizzare ogni più piccolo aspetto che costituisce la Brand Identity. Quanto più è preciso questo lavoro, quanto più le attività che declineranno la Brand Identity sui diversi strumenti di comunicazione (ovviamente affidati a player che ne comprendano completamente le implicazioni) saranno coordinate tra di loro. Un investimento di tempo per massimizzare il valore di tutte le attività a valle.
Successivamente, per giudicare, sviluppare ed evolvere correttamente ogni singolo strumento è importante imparare a considerarlo come pezzo di uno scenario molto più ampio, invece che elemento scollegato dalla totalità degli altri. Spesso succede, infatti, che ci si concentri nell'analizzare un singolo strumento (bello-brutto, efficace-inefficace) pensando esclusivamente ad esso senza fare il fondamentale passaggio successivo, che porta ad analizzarne le implicazioni e la sua integrità con il resto degli mezzi, la strategia generale aziendale e la Brand Identity.
Concediti un pò di tempo per rispondere a queste domande e capire come indirizzare le evidenze che emergeranno:
Quanto sono congruenti i singoli strumenti di comunicazione della tua azienda con ogni elemento della tua Brand Identity?
Quanto è coordinata la Visual Identity del tuo Brand?
Cosa devi e puoi fare per migliorarli?
Quali azioni devi pianificare e monitorare per rendere i tuoi strumenti di comunicazione totalmente congruenti alla strategia aziendale?
Buon lavoro e buona pianificazione.
Andrea Grassi
venerdì 30 luglio 2010
Brand Identity Coerente
Progetti sul web
L’azienda di moda bimbo Miniconf ha affidato a Be&Partners la nuova immagine del sito web istituzionale e del sito della linea di abbigliamento Sarabanda. Tante le novità rispetto alla versione precedente, dalla grafica a nuove sezioni più userfriendly.
Tempo di Concorsi…
Be&Partners ha curato l’ideazione e la gestione del concorso a premi per un’importante azienda di moda bimbo. Il concorso partirà alla fine di agosto e sarà concentrato soprattutto su web.
Auto...SEM
Scritto da Andrea Grassi
Sono praticamente certo che anche nella vostra azienda si stia parlando seriamente di ottimizzare il vostro sito web per i motori di ricerca (SEO – Search Engine Optimization) o di attivare sui motori di ricerca stessi, se non è già stato fatto, qualche tipo di azione di marketing (SEM – Search Engine Marketing).
Non siete affatto gli unici. Per capire quanto sta aumentando la domanda di questi servizi è sufficiente guardare quanto stia proliferando l’offerta. Sono ormai centinaia le agenzie o i freelance che si propongono per questi servizi, offrendosi con “più o meno” esclusivi know-how.
Il SEM è diventato ormai uno strumento indispensabile per tutte quelle aziende che vogliono utilizzare il web come uno strumento di marketing, per non parlare di tutte quelle che lo vogliono usare come strumento per le vendite.
Ormai la domanda alla quale rispondere non è più “Devo organizzarmi per attivare una campagna SEM?”, quanto piuttosto “Chi mi gestirà le campagne SEM?”
Eh sì. Perché il vero scoglio è nella gestione quotidiana della campagna che avete pianificato.
La scelta a questo punto è tra affidarsi ad un professionista esterno (agenzia competente o freelance) o decidere di attrezzarsi internamente. Sono entrambi approcci validi, ed ognuno offre vantaggi differenti, la decisione deve essere basata sul contesto strategico nel quale si inserisce.
Ipotizziamo che tu abbia deciso di organizzarti in modo autonomo… cosa ti occorre?
Campagne efficaci hanno bisogno di un mix di abilità e conoscenze che spesso è difficile trovare in una persona sola (anche se molti dicono di possederle).
Le competenze da acquisire in azienda sono:
SEO per sviluppare le sinergie
Copywriting per i contenuti
Gestione del PPC (pay per click) per gli annunci efficaci
Analisi delle statistiche e dei risultati per il monitoraggio e la rifinitura
Analisi del target per l’ottimizzazione degli investimenti
Web design per la creazione di landing page e siti accattivanti
Linguaggi di programmazione web per la realizzazione delle pagine
Gestione di server e network per garantire il funzionamento ottimale del server
Project Management per il coordinamento di tutte le azioni delle campagne
Le regole del gioco cambiano continuamente. L’algoritmo di Google è aggiornato mensilmente e gli aggiornamenti sono condivisi sui blog degli sviluppatori. Gli specialisti SEM devono controllarli costantemente, acquisire le novità e raddrizzare il tiro delle loro campagne.
Ricordati di pianificare sufficiente tempo del tuo specialista SEM per permettergli di restare aggiornato: diversamente, una parte degli investimenti (di personale e di SEM) saranno letteralmente vanificati.
Oltre a competenze e tempo, il denaro è un’altra risorsa da pianificare con attenzione.
Un professionista SEM può costarti dai 35.000 euro annui (lordo aziendale) in su, anche più del doppio del costo dell’outsourcing; ovviamente lo hai a disposizione 8 ore al giorno. Ma bisogna comunque fare attenzione perché in certe fasi della campagna un gruppo di persone può impiegare pochi giorni a fare cose per cui il singolo occupa intere settimane. Il tempo di esecuzione è fondamentale.
Niente nel SEM è garantito e nessuno può darti garanzie sui risultati. Chi lo fa ti butta fumo negli occhi. E’ altrettanto vero che i risultati devono esserci. Gli investimenti devono realizzare un ROI.
Definisci con il professionista SEM i risultati che vuoi ed entro quando li vuoi. Con un rapporto esterno puoi interrompere il costo aziendale quando vuoi, con un dipendente interno sappiamo entrambi che le cose non sono esattamente così…
Tante volte è una questione di tempo. Attivando una campagna SEM alcuni risultati li vedi immediatamente, ma la redemption vera si concretizza dai 6 ai 12 mesi.
Concludendo, penso sinceramente che in alcuni casi valga la pena organizzarsi per inserire personale qualificato all’interno della propria organizzazione e gestire internamente il SEM. Ma è un progetto complesso, che deve essere pianificato attentamente. Un buon approccio potrebbe essere quello di procedere per gradi, affiadandosii inizialmente a specialisti esterni, per poi spostare progressivamente le attività sul personale interno (che può anche essere formato nel processo).
Penso che, prima o poi, anche una funzione di SEM Specialist sarà una commodity aziendale.
Buon SEM!
Andrea Grassi
PS: se hai delle domande o vorresti approfondimenti puoi scrivermi direttamente all'indirizzo a.grassi@bepartners.it
Strumenti di comunicazione per il design
Be&Partners collabora con un’importante realtà del settore design per la comunicazione integrata. In fase operativa la realizzazione di vari supporti comunicativi per l’azienda, dai cataloghi prodotti ai sistemi POP.
Oceano Blu: come entrare e restare...
Scritto da Andrea Grassi
Da quando è stato pubblicato, nel 2005, Strategia Oceano Blu da W.Chan Kim e Renee Maurborgne, sempre più imprenditori, CEO e CMO hanno iniziato a pensare come portare la propria azienda nel loro Oceano Blu e rendere i competitor irrilevanti.
La metafora dell’Oceano Rosso, usata per descrivere quello spazio di mercato dove i concorrenti si attaccano a vicenda, ha colpito tanti uomini di business. Il libro dei due autori, aiuta a riflettere per scoprire come evolvere il proprio servizio, la propria offerta, il proprio modello di business, non tanto con l’obiettivo di vincere sulla concorrenza, quanto piuttosto di neutralizzarla, rendendole impossibile l’entrata nel nuovo spazio di mercato: l’Oceano Blu appunto.
Se non hai ancora letto il libro mi sento di consigliartelo vivamente.
Oggi la sfida non è più soltanto entrare nell’Oceano Blu, è diventata anche scoprire come rimanerci in un’ottica di lungo periodo.
Gli autori propongono un approccio veramente interessante. “Fino a ieri” infatti il valore dell’innovazione era un concetto unilaterale: aumentare il margine riducendo i costi legati al prodotto o al servizio. Gli autori del libro pensano invece che il concetto sia estremamente bilaterale: aumentare il valore per il cliente, aumentando il valore (margine) per l’azienda.
L’approccio dell’Oceano Blu ci dice che per perseguire la differenziazione (aumentare il valore del prodotto/servizio per il cliente) occorre allineare tutte le attività dell’azienda per rendere possibile l’incremento del margine.
Ovviamente elementi come prezzo, promozione, servizio, supporto, customer care, convenienza,… sono gestiti dai nostri competitor per cercare di avere la massima penetrazione del mercato e magari buttarci addirittura fuori dal mercato stesso. Soprattutto se sono grosse aziende e si delinea uno scenario tipo Davide contro Golia.
Che fare quindi? Spendere più soldi? Vendere a meno? Essere più aggressivi? No, quello che suggeriscono gli autori e uscire dagli schemi e cambiare il terreno di gioco.
In questi anni con Be&Partners abbiamo affiancato alcuni clienti a delineare il mix di elementi per entrare nel loro Oceano Blu. Questo passaggio è più semplice di quanto possa sembrare. Per fare bene questa evoluzione c’è però un’altra difficoltà, l'effetto elastico: il nuovo posizionamento funziona per un po’, poi l’azienda tende a rientrare nell’Oceano Rosso dal quale è uscita con tanta fatica. È la tipica criticità nella gestione del cambiamento. La strategia funziona solo a medio termine se non è supportata da un’altrettanto valido modello di business.
Se manca un modello di business che ridefinisca tutte le procedure delle varie funzioni aziendali, tutta la Strategia Oceano Blu si banalizza in un piano marketing e comunicazione.
Se vuoi cominciare a progettare la tua strategia per andare nel Blu e rimanerci, comincia dal capire ed avere la padronanza dei concetti che ne fanno parte (leggi e rileggi il libro più volte), analizza i fattori di mercato sui quali stai battagliando con i tuoi competitor e cerca di individuare cosa puoi modificare per aumentare il tuo margine e al contempo aumentare il valore per il cliente. Questo lavoro deve essere sostenuto da razionali, occorrono ricerche di mercato, analisi competitive e modelli finanziari.
Il passaggio successivo è allineare l’azienda alla differenziazione che hai disegnato (sto scrivendo altri articoli sulla gestione del cambiamento che puoi utilizzare come risorsa), e ridefinire tutte le funzioni aziendali per essere congruente a lungo termine alla strategia.
Definisci infine tutte le procedure e completa il modello di business.
Senza tutto questo si entra nel Blu ma si ritorna velocemente nel Rosso!
Adesso sai da dove iniziare. Sei pronto?
Andrea Grassi
L'e-commerce in numeri
Articolo di Andrea Grassi
Vi presento alcuni dati che devono essere considerati quando si progettano i contenuti e le funzionalità del proprio sito di e-commerce.
I numeri che seguono sono il risultato di un'analisi condotta da The e-tailing group e PowerReviews sulle ultime tendenze relative alle modalità di approccio all'e-commerce.
- il 50% degli on-line shopper, effettua ricerche per fonti alternative, prima di acquistare su un determinato sito, . Sono interessati principalmente al prezzo e ai tempi di consegna
- il 64% legge le recensioni di altri utenti, prima di decidere di acquistare un determinato prodotto
- il 79% dei consumatori usa il web per orientare le scelte d'acquisto, preferendoli alle ricerche fatte negli store fisici
- il 83% dei consumatori afferma che, per decidere un acquisto, preferisce una ricerca condotta in modo autonomo sul web piuttosto che parlare con un commesso, anche se competente
- il 82% dei consumatori si affida alle descrizioni dei prodotti presenti sui siti web e, pertanto, ricerca i siti con quelle più esaurienti
- il 57% inizia le ricerche partendo dai motori di ricerca e solo il 20% parte dal sito ufficiale della marca
- il 65% dei consumatori si affida a grandi e riconosciuti retailer on-line.
Inoltre, i principali 4 elementi che un on-line shopper valuta prima di acquistare sono:
- Presenza di recensioni dei clienti e votazioni del prodotto (72%)
- Informazioni chiare sul servizio clienti (69%)
- Guide all'acquisto e opinioni di esperti (62%)
- Elenchi dei prodotti più venduti (60%)
Le prime 3 funzioni che un on-line shopper cerca sui siti dei quali si serve sono:
- Recensioni dei clienti (71%)
- Domande (fatte dai clienti) e risposte (date anche dai clienti) sui prodotti (57%)
- Forum (45%)
Solo il 57% degli on-line shopper si fida delle recensioni senza cercarne conferma altrove. I principali elementi che contribuiscono a far calare l'affidabilità delle recensioni sono:
- Poche recensioni
- Dubbi sul fatto che siano scritte da clienti reali
- Mancanza di recensioni negative (tanto o poco)
- Recensioni positive sempre ai primi posti
- Mancanza di informazioni/contatto sugli autori delle recensioni
Quanto è compatibile il tuo sito di e-commerce con queste necessità?
Buon lavoro e buon aggiornamento!
Andrea Grassi
Comunicazione integrata per la moda
In fase di realizzazione un ampio progetto di comunicazione per una realtà operante nel settore moda. Be&Partners ha gestito la strategia di comunicazione su differenti strumenti di comunicazione (shooting, catalogo d’immagine, gadget creativo per i punti vendita, sistemi POP).
giovedì 15 luglio 2010
Sul set c'è aria di design
Diverse location, varie ambientazioni, differenti stili: il set su cui è impegnato il team di Be&partners è ricco di contaminazioni creative. Protagonisti indiscussi, i vasi da arredo prodotti e distribuiti da importante realtà del design, nota a livello internazionale.
Fashion set
Il Team di Be&Partners è impegnato sul set del nuovo catalogo AI 2010/2011 di una azienda di moda donna. Lo stile e il glamour sono i protagonisti degli scatti fotografici.