Tutto lo staff di Be&Partners vi augura un buon Natale ed uno stupendo 2011! Si riparte dal 10 gennaio 2011, con tante novità e tanti progetti di comunicazione "non convenzionale". Auguri a tutti!
giovedì 23 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
Vademecum per un corporate blog
Articolo scritto da Andrea Grassi.
Se stai seguendo con interesse i trend del web ti sarai accorto che ormai la maggior parte dei siti aziendali ha inserito o addirittura ha assunto la forma di un corporate blog (ne è un esempio questo sito web o a quello www.ekiscorporate.it, oppure a www.ekissportcoaching.com o www.bepartners.it).
Gli obiettivi delle aziende che fanno queste scelte sono di solito inerenti alla brand awareness, al posizionamento, alla fidelizzazione o alla lead generation.
Ma cosa occorre effettivamente per capitalizzare lo sforzo impiegato nella gestione dei contenuti? Che tipo di taglio devono avere per centrare gli obiettivi programmati?
Se vuoi che le persone raggiungano il tuo sito, ci passino del tempo e, soprattutto, ritornino dopo la prima visita, produci contenuti caratterizzati da una ricchezza e varietà proprio come quelli che potresti trovare su un’ottima rivista.
Quando, ad esempio, ho pensato a questo sito web, ho cercato di definire in modo preciso gli interessi del mio target e poi ho “costruito” il mio magazine virtuale, con l’obiettivo di trasmettere quanto più valore possibile negli ambiti individuati.
Prova a pensare agli interessi del tuo target e, quando lo fai, non fermarti ad un’unica tipologia di contenuti, ma pensa a 360°. Quali sono gli interessi primari? E quelli secondari? Cos’altro lo può interessare? Quali contenuti di valore puoi produrre?
Quando hai risposto a queste domande definisci il tuo timone editoriale. Cerca di produrre contenuti che diano valore in tutte le aree di interesse.
Scrivi come un giornalista, abbandona lo stile del venditore che vuole semplicemente camuffare delle proposte di vendita!
Ci sono tanti modi per farlo.
Puoi raccontare delle succes stories. Per affrontare un argomento, puoi parlarne tu stesso in prima persona oppure puoi raccontare la storia di qualcuno che ottenuto successo con le informazioni che vuoi condividere.
Struttura delle sorte di rubriche su argomenti specifici che approfondisci periodicamente. Potrebbe essere una buona idea riservargli uno spazio ad hoc sul sito, evidenziato magari da elementi grafici.
Scrivi periodicamente dei pezzi che siano delle guide operative. Oltre alla “teoria” ricordati la pratica. Le riviste “reali” sono piene di questi articoli e, solitamente, sono i più letti e apprezzati.
Se il tuo settore lo permette, proponi news interessanti che lo riguardano. Ehi ehi ehi… ricorda sempre di mantenere l’approccio del giornalista. Pubblica news che siano utili al tuo target e non postare cose che riguardano solo la tua azienda. Come dice il detto: "Solo il chihuahua ha bisogno di abbaiare forte per farsi notare"…
Offri varietà di stile. È preferibile avere un team di scrittori, piuttosto che un'unica persona all’interno dell’organizzazione incaricata di postare articoli. In questo modo le opininioni risultano diverse. Lo stile si arricchisce, i contenuti guadagnano in varietà. Del resto, anche nelle stesse riviste, scrivono più giornalisti, giusto?
Quanto più pensi al tuo corporate blog come ad un magazine, tanto più efficace esso diventa nell’aiutarti a raggiungere gli obiettivi associati al web.
E quanto più inizi a pensare come ad un editore tanto più sarai efficace nel gestire il tuo magazine.
Monitora cosa converte e cosa no ed eventualmente adotta dei correttivi.
Sperimenta senza preoccuparti che alcune novità possano non funzionare: il bello del web è che permette molta più flessibilità nell’adottare veloci correttivi.
Pensa ai tuoi visitatori come ai tuoi lettori e offri loro tutto il valore che meritano.
Buon lavoro mentre definisci il tuo timone editoriale!
Io aspetto di leggere il prossimo numero del tuo corporate blog!
Andrea Grassi
giovedì 25 novembre 2010
Nuova campagna nel settore HoReCa
E' stata affidata al team di Be&Partners la creatività per una campagna pubblicitaria nel settore HoReCa. Una nota azienda opearnte nell'area food, infatti, ha selezionato la nostra agenzia per comunicare un innovativo prodotto sulle principali riviste di settore italiane.
mercoledì 24 novembre 2010
La carica dei QR-Code
Articolo scritto da Andrea Grassi
I QR-Code stanno diventando sempre più diffusi. Sono apparsi sulle pagine pubblicitarie e ho iniziato a vederli spesso anche su manifesti pubblicitari.
A mio parere, sono uno strumento molto potente per fare comunicazione in una modalità che permette di coinvolgere maggiormente il proprio target.
Qualche giorno fa ho scoperto l'ennesimo progetto, che trovo molto interessante e utile per capire quante strade possono aprire questi codici a barre bidimensionali.
Faccio un passo indietro.
Il QR-Code è un codice a barre bidimensionale, con una struttura a matrice. Viene utilizzato per memorizzare al suo interno delle informazioni. La lettura avviene tramite la fotocamera di un telefono cellulare o di uno smartphone e software dedicati.
Il nome deriva da Quick Response Code, tali codici infatti sono in grado di inviare una Risposta Rapida: il software, attraverso una foto fatta dal proprio telefono cellulare, permette di visualizzare immediatamente sullo schermo le informazioni memorizzate all'interno del codice.
I QR-Code si trovano ormai ovunque: pagine pubblicitarie, manifesti, etichette di abbigliamento, prodotti alimentari, inserzioni, riviste, biglietti da visita, magliette…le applicazioni sono infinite!
Torniamo all'attività di comunicazione di cui parlavo.
A Mosca l'operatore MTS ha coinvolto il proprio target in una campagna finalizzata a promuovere Red Energy, un particolare piano telefonico.
La campagna non era altro che una coinvolgente caccia al tesoro per le strade di Mosca.
Tutto è iniziato alla stazione della metro di Paveletskaya nella quale era stato piazzato, senza tante spiegazioni, il primo di una serie di QR-Code. Fotografando il codice si ricevevano le istruzioni: l'obiettivo consisteva nell'essere i primi, ogni settimana, a scoprire la posizione di tutti e 7 i QR-Code. Ad ogni codice era associato un enigma, risolto il quale si recuperavano degli indizi per individuare quello successivo.
Il vincitore settimanale otteneva dei premi brandizzati Red Energy.
Il risultato? Letteralmente migliaia di persone alla ricerca dei QR-Code che parlavano di Red Energy e MTS. L'effetto passaparola è stato ovviamente eccezionale! Costi? Praticamente nulli, e comunque trascurabili, se paragonati all'advertising classico.
Sorprendete? Non credo!
Furbo? Sicuramente!
Le persone hanno i telefoni con sè 24 ore su 24.
L'essere umano è curioso.
E chi rinuncia all'occasione di un po' di avventura "sotto casa"?
Chi ha messo insieme questo progetto ha semplicemente compreso le abitudini del proprio target e le ha mixate con creatività e tecnologia.
Lo strumento dei QR-Code offre davvero tante possibilità, limitate soltanto dalla creatività di chi le gestisce. Il loro più grande vantaggio non sta nella capacità di trasmettere un messaggio, quanto piuttosto di coinvolgere il target e permettergli di esperire la marca ad un livello completamente diverso.
Complimenti a MTS per la campagna!
Se vuoi vedere il teaser che promuove l'iniziativa clicca qui
Ti sei chiesto come i QR-Code possono diventare uno strumento anche per la tua azienda?
Buon lavoro!
Andrea
venerdì 19 novembre 2010
Al lavoro sul catalogo Sarabanda PE2011
Il team creativo di Be&Partners è al lavoro per realizzare il catalogo della collezione Sarabanda PE2010. Terminato lo shooting che ha toccato diverse città italiane, tra cui Milano, Sestri Levante e Bordighera, i migliori scatti selezionati daranno vita ad una vera e propria storia che racconta il bambino Sarabanda.
giovedì 18 novembre 2010
Aeroporti e materiale POP
Be&Partners collabora con Cantine Riunite per la fornitura di materiale POP da esporre all'interno di lounge bar in diversi aeroporti italiani. La campagna Maschio, curata da Be&Partners, è il soggetto veicolato dai supporti pubblicitari selezionati.
martedì 9 novembre 2010
Le domande per il Social Media Marketing
Articolo scritto da Andrea Grassi
Negli ultimi 6 mesi, c'è stato letteralmente un boom di strategie per generare leads attraverso i social network. Se fino a qualche mese fa sulla bocca di tutti c'era il web marketing, oggi tutti parlano di social media marketing.
In questi mesi sono state tante le richieste (e non proposte) fatte da clienti di Be&Partners, di sviluppare attività di lead generation tramite i principali social network.
E' un canale tutto da esplorare e che permette di sviluppare ottime redemption.
Il problema principale, però, è che la maggior parte delle aziende non ha una visione realistica su ciò che occorre per gestire una campagna di Social Media Marketing.
In effetti, c'è molto di più che aprire un semplice account…
Prima di decidere se investire o meno su questo canale, fatti queste semplici domande:
1) Hai chiaro lo scopo della tua campagna?
Molte aziende hanno l'obiettivo chiaro di fare lead generation attraverso i Social Network ma non altrettanto il motivo che li spinge a farlo. Ci sono tanti modi per contattare i prospect e i Social Media funzionano molto bene in determinati contesti e meno in altri. Oltre a ciò, le implicazioni di una campagna sui Social Network sono molteplici e solo con uno scopo ben chiaro si riesce ad analizzare in modo sensato benefici e impegni.
2) Hai chiaro quale sia il tuo target?
Può sembrare strano e scontato ma non hai idea di quante volte io faccia la domanda "Chi sono i tuoi clienti?" e la risposta sia "Penso siano…". Se non hai la risposta sui clienti, non disponi della base per avviare un'efficace campagna sui Social Network. Investi quindi prima nel definire in modo chiaro il tuo target e solo dopo, orientati su un'altra attività di marketing.
3) I tuoi prospect usano Facebook, Twitter, LinkedIn? E soprattutto quali sono le ragioni per cui lo usano?
Se l'utilizzo è principalmente personale, può essere difficile definire una corretta strategia di list building. Bhè se poi non lo usano…
4) I tuoi prospect che usano i Social Network sono identificabili (e quindi raggiungibili)?
Se non riesci ad identificare chiaramente delle keyword che interessano il tuo target la tua campagna rischia di smuovere tanto ma raggiungere poco il tuo target. E' come pianificare una campagna stampa scegliendo male le riviste su cui apparire: magari ti vedono in tanti, ma non coloro che ti interessano.
5) Disponi di contenuti di valore da trasmettere?
Per catturare l'attenzione dei tuoi prospect attraverso i social media devi veicolare contenuti di valore. Devi sviluppare una pipeline di argomenti di interesse specifico. E' l'unica vera forza di un network on-line. Sia che ti occupi di vendita b2b che di vendita b2c.
6) Hai le risorse per implementare la strategia definita?
Chi dice che i Social Network sono gratis sbaglia, di grosso. La risorsa fondamentale di cui devi disporre per questa strategia è il fattore tempo: per seguire le implicazioni di una campagna social ce ne vuole tanto. Allocare questa attività su una risorsa che in azienda si occupa già di altro rappresenta un grande autosabotaggio…
7) Hai un sistema di monitoraggio?
L'esperienza mi dice che una volta attivata la campagna, se non si dispongono di parametri di valutazione delle attività, si rischia un calo dell'entusiasmo, si molla la presa e, di conseguenza, il progetto si blocca. Cerca di definire degli obiettivi chiari ed espliciti di lead generation, cosa fare con i contatti ottenuti, come farlo, ecc…
Il Social Media Marketing può rappresentare il futuro nelle tue attività di Lead Generation, se le tua attività è compatibile ai Social Media ma, soprattutto, se la tua strategia si basa su presupposti corretti .
Buon lavoro!
Andrea Grassi
mercoledì 27 ottobre 2010
La tua mancanza si sente?
Articolo scritto da Andrea Grassi
Gli ultimi 20-24 mesi hanno rappresentato una sorta di condanna a morte per alcuni marchi o, peggio, per intere aziende.
Alcuni brand che erano parte della vita di tanti consumatori sono letteralmente scomparse. Inglobate causa recessione o in attesa di una opportunità di riscatto.
Tutto ciò offre lo spunto per una interessante riflessione.
C'è una domanda molto importante alla quale la tua organizzazione dovrebbe rispondere.
"Se finissi fuori dal mercato mancheresti a qualcuno?"
Se la risposta è NO vuol dire semplicemente che rappresenti una delle "tante" aziende che offrono uno dei "soliti" prodotti o servizi.
Perchè la risposta sia SI', ci sono solo due possibilità.
1. Sei in grado di offrire quel valore aggiunto al tuo consumatore che i tuoi concorrenti non possono (o non vogliono) fornire.
Si parla tanto di valore aggiunto. Ma che cos'è?
E' solo qualcosa nei pensieri dell'organizzazione o è quel beneficio concreto che si genera per il consumatore e che tutti gli altri prodotti/servizi analoghi non riescono a produrre?
Cosa puoi sviluppare, migliorare, innovare, aggiungere alla tuo mix per soddisfare questa condizione?
2. I consumatori sentono un legame emozionale molto forte verso la tua marca.
Non è solo una mera questione economica. Il legame è determinato da tutti i valori che veicola il brand. Un esempio? Pensa ad Apple...
Cos'è che rende speciale il tuo prodotto?
Cosa stai trasmettendo con la tua comunicazione?
Credo che "se finendo fuori dal mercato mancheresti a un sacco di persone", hai enormi possibilità di restare sul mercato. Per un sacco di tempo!
Cerca di essere estremamente preciso. Fai tutto quello che è in tuo potere (e in quello delle persone che con te collaborano) per rendere il tuo brand/prodotto/servizio qualcosa di assolutamente unico per i tuoi clienti.
Fornisci un vero valore aggiunto. Sviluppa Brand Loyality.
E se non bastasse? Esci dagli schemi, cambia il terreno di gioco e porta "la sfida" ad un altro livello!
In bocca al lupo.
Andrea Grassi
Al via lo shooting Sarabanda PE 2011
Il team di Be&Partners è impegnato sul set del servizio fotografico per la collezione Sarabanda PE 2011. Diverse e suggestive le location selezionate, dal litorale ligure fino al cuore del design milanese.
martedì 19 ottobre 2010
Mercato retail e comunicazione: proiezioni per il 2011
Articolo scritto da Andrea Grassi
Quali saranno le scelte del mercato retail in ambito comunicazione per il prossimo anno?
Forbes Insights ha effettuato un’indagine su grandi aziende operanti nel retail market(fatturato da 25Mio a 1Miliardo di euro) le quali hanno risposto in modo preciso a questa domanda.
Nel 2010 le aziende che sono rimaste sul mercato senza perdite ingestibili lo hanno fatto solo grazie a innovazione e sviluppo di efficienza. Tali aziende hanno attuato politiche di contrazione dei costi di magazzino e, più in generale, di cost-saving.
Ecco una sintesi dei risultati emersi riguardo alle strategie del 2011.
La maggior parte delle aziende intervistate ha manifestato una grossa fiducia sulle prospettive del prossimo anno e, in particolare, sull’ultima parte del 2011. Si attendono sensibili aumenti dei ricavi (e questo mi sembra ovvio, ndr) e stanno pianificando considerevoli investimenti nell'area comunicazione (e questo mi sembra strategico, anche se meno ovvio, ndr).
Uno sguardo in dettaglio…
Il 68% delle aziende intervistate si aspetta che i loro ricavi aumentino. Di questi, il 22% si aspetta che i ricavi aumentino in modo sensibile.
Anche riguardo al periodo natalizio si respira un forte ottimismo.
Il 69% degli intervistati ha afferemato di aver pianificato pubblicità in modo aggressivo per il prossimo Natale.
Il 72% ha affermato di aver strutturato una politica di prezzi più competitiva.
Il 60% ha in programma una politica più aggressiva sulle svendite di fine stagione.
Il 57% ha pianificato maggiori scorte di magazzino.
Il 68% ha deciso di assumere più lavoratori “stagionali” rispetto allo scorso Natale.
Sono molto interessanti, inoltre, le proiezioni relative alle attività di comunicazione del 2011.
Vediamo le risposte degli intervistati sugli investimenti pubblicitari dei prossimi 12 mesi.
L’ 83% ha dichiarato di voler rafforzare il canale web.
Il 37% vuole migliorare la comunicazione instore degli attuali negozi.
Il 30% ha in programma attività promozionali fronte acquisto.
Il 27% intende sviluppare soluzioni per il Mobile.
Il 25% finanzierà sviluppi della componente IT.
Il 25% sarà impegnato nell’apertura di nuovi punti vendita.
Forte ottimismo e grande voglia di invertire le tendenze. Ormai è chiaro che ciò che occorre oggi per stare sul mercato è diverso da ciò che occorreva qualche anno fa.
In bocca al lupo per i risultati del 2011. Io sarò impegnato in prima linea con i nostri clienti di Be&Partners.
Andrea Grassi
Terminato il contest "Il Volto Sarabanda"
E' giunto al termine il concorso a premi "Il Volto Sarabanda", realizzato da Be&Partners per l'azienda Miniconf srl. La giuria popolare ha proclamato il vincitore del "Sarabanda Web Contest", mentre una giuria tecnica, composta da esperti del settore pubblicitario, ha decretato il vincitore della sezione "Testimonial Sarabanda". Numerosi i bambini iscritti al concorso e altrettanto numerosi gli utenti che hanno votato i bambini preferiti.
Un evento non convenzionale
Il team di Be&Partners sta ultimando la progettazione creativa e la realizzazione di un importante evento commissionato da una nota azienda cliente. Target dell'evento: i top client dell'azienda, per i quali sono state costruite situazioni divertenti e non convenzionali.
Nuovi lanci sul mercato
Be&Partners cura il lancio di una nuova linea di prodotti nel settore food&beverage. Il team dell'agenzia è impegnato nella creatività del packaging dei prodotti, del materiale POP e dei supporti per la forza vendita.
giovedì 14 ottobre 2010
La location perfetta
Sono iniziati i sopralluoghi nelle location individuate per il prossimo shooting della nuova collezione PE 2011 moda bimbo. Diverse e suggestive le zone visitate dal nostro staff, che valuterà se le peculiarità di ogni location possano valorizzare il mood della collezione da scattare.
venerdì 8 ottobre 2010
Un restyling per il mercato UK
Il team di Be&Partners cura il restyling dei cataloghi prodotti per la filiale UK dell'azienda Deroma Group. Lo stile è declinato sulla linea creativa dei cataloghi Deroma Green Living e Deroma Vip, realizzati da Be&Partners.
Be&Partners è in gara...
Be&Partners partecipa alla gara creativa per la progettazione e la realizzazione di uno stand fierististico per una delle più importanti realtà del settore vitivinicolo.
lunedì 27 settembre 2010
I Social Media e le PMI
Articolo scritto da Andrea Grassi.
Una domanda che molto spesso mi fanno imprenditori di piccole e medie aziende è: “Vale la pena per la mia impresa sviluppare la comunicazione sui Social Media?” e subito dopo “Il gioco vale la candela?”. A mio parere assolutamente sì.
Ecco le ragioni principali.
1. Permette di anticipare i concorrenti
Una recente analisi del Centro per le Ricerche di Marketing dell’università di Dartmouth, nel Massachusetts, ripreso da alcuni studi di ricerca italiani, ha dimostrato che aziende private che hanno attivato piani di crescita tali da permettere un velocissimo sviluppo, avevano integrato nel progetto iniziative di SMM (Social Media Marketing) in maniera più considerevole rispetto aii loro competitor.
Vistaprint, una società specializzata in strategia per le piccole imprese, ha condotto un altro studio che ha confermato come l’utilizzo di web marketing sarà uno strumento tattico nelle campagne del prossimo anno. Le PMI che adotteranno strategie che includono anche tattiche on-line cresceranno ad un rate maggiore nel prossimo futuro. Quelle che non lo faranno vedranno i loro concorrenti farlo…
2. Ti permette di ampliare il tuo mercato
Solo Facebook ha più di 500 milioni di utenti, molti dei quali profilati da società specializzate. Ed è solo uno dei social-media utilizzabili. Ne esistono altri totalmente targettizzati su specifici profili. E' possibile usare i social-media per raccogliere informazioni dalle persone che sono interessate a quello che hai da dire e puoi raggiungerle molto più velocemente. Puoi anche raggiungerle in maniera diretta e trasparente.
3. Pemette di “monopolizzare” i motori di ricerca
I motori di ricerca amano l’attività. Partecipare attivamente nei social media permette di aumentare la tua presenza on-line, sfruttando proprio questa caratteristica. Postare contenuti freschi sul tuo sito web e poi riportarne il link sui canali dei social-media aumenta il tuo SEO (Search Engine Optimization).
Quando i tuoi prospect faranno ricerche sul tuo business o sul tuo settore, troveranno prove delle tue attività in forma di link multipli al tuo sito web. Oltretutto, occuperai più “spazio” ed otterrai un ranking migliore rispetto ai tuoi competitor, che hanno una semplice brochure elettronica come website.
4. Sviluppa la fiducia dei prospect nel tuo business
E’ stato dimostrato che la maggior parte dei prospect utilizza internet per raccogliere informazioni (leggi questo mio vecchio articolo per maggiori informazioni). Non comparire in determinate aree del web, tra non molto non sarà interpretato solo come una mancanza, ma diventerà un semaforo rosso che comprometterà la fiducia del prospect che vuole decidere di diventare cliente di una specifica impresa. I social media possono diventare uno strumento strategico per permettere ai prospect di recuperare informazioni utili e aumentare il senso di fiducia nei confronti della tua azienda.
5. Permette di accorciare i tempi di vendita
Le attività sui social media mostrano ai prospect chi sei, cosa fai, quando lo fai e dove. Questo permette maggior tempestività e velocità nel fornire al consumatore le risposte di cui ha bisogno, ancora prima del primo incontro fisico. Le persone seguono la strada con la minor resistenza, i social media possono rappresentare quella strada. Se non la crei tu, è molto probabile che lo faccia un tuo concorrente!
Il Social Media Marketing è diventato uno strumento che, a mio parere, dovrebbe far parte del piano strategico di marketing & comunicazione di qualsiasi PMI, con un peso ancora maggiore se l’azienda è di tipo B2C. Il costo contatto paragonato ad altri canali off-line è drasticamente ridotto ma, soprattutto, permette un coinvolgimento dei prospect molto più ampio e molto più “profondo”. Il primo passo per la conversione!
Andrea Grassi
Sul set dello shooting Dodipetto PE 2011
Al via lo shooting per la collezione Dodipetto PE 2011, che vedrà il team di Be&Partners impegnato nella gestione creativa e realizzativa del nuovo catalogo della linea dell'azienda Miniconf.
venerdì 24 settembre 2010
Twitter: le linee guida
Articolo scritto da Andrea Grassi.
In Italia Twitter non rappresenta ancora uno strumento di business, come invece succede in molti altri paesi. Sta diventando però una realtà da considerare e da approfondire, visto l’enorme potenziale che mette a disposizione.
Utilizzi Twitter? Lo fai in modo intelligente? E per “intelligente” non si intende postare tweet degni di Einstein. Stai seguendo le regole base degli utenti più esperti?
In Italia e per chi fa business solo in Italia, Twitter è sicuramente uno strumento più limitato, ma anche da noi valgono i medesimi principi.
Ecco alcuni consigli fondamentali:
1. Scegli un nome giusto. Quando crei il tuo nome su Twitter considera alcune linee guida. Se hai un nome riconoscibile dal mercato o dai tuoi clienti usalo come nome per il tuo account. Verrai individuato dai tuoi followers anche grazie a lui. Se il tuo brand non ha ancora popolarità o se non fosse disponibile utilizza un nome che descriva l’attività (es. BusinessCoach, SalesGuru…). Ricordati di scegliere uno username più corto possibile.
2. Sii educato. Ringraziare i follower fa parte della Netiquette. Esistono anche dei servizi (ad esempio TweetLater) che permettono di impostare delle risposte automatizzate. A mio parere, all’inizio è preferibile un messaggio personalizzato. Man mano che aumentano i follower si può passare a risposte automatizzate.
3. Non “automatizzare” in modo eccessivo. Ci sono utenti che esagerano e spesso abusano delle risposte automatizzate. Una cosa è inviare un messaggio tipo “Grazie per seguirmi”, un’altra cosa è inviare offerte promozionali con un link ai tuoi prodotti non appena hai un nuovo follower. E’ stato dimostrato che questo approccio allontana molte persone.
4. Posta tweet di valore. Crea dei tweet che veicolino valore. Offri coupon esclusivi o offerte speciali. Posta immagini del tuo team, di nuovi prodotti, informa su eventi, libri che stai leggendo… Fornisci link ad articoli utili, non solo pubblicati sul tuo sito web, ma su qualsiasi sito dove hai trovato qualcosa di utile e che vuoi condividere.
5. Crea relazioni. È un errore non spendere tempo interagendo con i tuoi followers. Una conversazione a due vie costruisce una community e ti aiuta a sviluppare contenuti sempre interessanti (per chi ti segue, non solo per te!). Fai domande, rispondi alle loro. Incoraggia le discussioni su temi di interesse comune.
6. Utilizza i Re-tweet. Fai re-tweet su commenti interessanti di altre persone, gli altri saranno più propensi a fare lo stesso con te e spargere i tuoi post in modo virale. Ricordati che il passa-parola nel web si innesca quando sei il primo a dare, e non quando chiedi soltanto.
7. Non esagerare con le promozioni. Le statistiche dimostrano che le persone ti abbandonano quando le martelli costantemente per cercare di vendergli qualcosa. Alterna sempre qualcosa che dai a loro con qualcosa che chiedi a loro. Se chiedi soltanto, sarai abbandonato tanto quanto uno spammer.
8. Precisa e delimita l’ambito dei tuoi tweet. Stai sul pezzo per la maggior parte del tempo. Se, ad esempio, ti occupi di consulenza organizzativa e cerchi di sviluppare la tua awareness, evita di confondere i tuoi followers postando continuamente ricette di cucina o parlando di auto. Un ambito delimitato è il miglior modo per assicurarti che potenziali clienti ti trovino su Twitter.
Twitter è un importante strumento per rinforzare il tuo marchio, creare alleanze strategiche e costruire la tua credibilità. Invece di approcciarlo come un mezzo per fare broadcast, consideralo sempre uno strumento utile per creare relazioni di mutuo beneficio. E come in qualsiasi altro business, più crei un network, più aumenti le tue possibilità di raggiungere chi ti interessa veramente.
Al momento giusto e quando avrai targettizzato bene i tuoi followers, i risultati non mancheranno.
Ci vediamo su Twitter!
Andrea Grassi
venerdì 17 settembre 2010
Costruire Customer Loyalty duratura
Scritto da Andrea Grassi.
Nel mercato attuale, la fedeltà dei consumatori, rappresenta una risorsa strategica fondamentale. La cosidetta Customer Loyalty è determinante in quanto è più economico (e in qualche caso anche più semplice) vendere ai clienti attuali piuttosto che cercarne di nuovi.
I clienti fidelizzati tendono ad acquistare di più e con maggiore regolarità ma, soprattutto, tendono a segnalare ad altre persone il brand a cui sono fedeli.
Per produrre un business riconosciuto per la Customer Loyalty e la sua capacità di generare Referrals occorrono tattiche fondamentali per rafforzare la relazione, instaurare la fiducia e costruire una fedeltà durevole.
Approfondirò alcune best-practise che sono riconosciute come tali.
Capire il vero obiettivo delle attività di marketing
Una strategia di marketing efficace deve essere orientata a costruire la fiducia e sviluppare la relazione.
Tom Asacker nel suo “A Clear Eye for Branding” afferma: “occorre creare e mantenere forti relazioni emozionali con i clienti, così che siano mentalmente predisposti a scegliervi e raccomandarvi continuamente".
La domanda chiave che devi farti è “Cosa sto facendo e/o cosa posso implementare nella mia strategia di marketing per sviluppare relazioni emozionali?”
Caratterizzare e costruire il Brand
I Brand che creano una Customer Loyalty vanno oltre ciò che è visibile con gli occhi (nei loghi, sui cataloghi, nelle pagine pubblicitarie…), sono brand che coinvolgono dal punto di vista emozionale.
Il tuo Brand è tutto ciò per cui il tuo business è conosciuto, ed è una insieme di tutti i suoi punti forza e di debolezza.
Il quesito chiave che devi porti è “Quali elementi di forza e unicità posso valorizzare nella mia comunicazione per creare un’immagine di Brand in grado di sviluppare la Customer Loyalty?”
Capire cosa ricercano i clienti
Per attrarre i clienti, occorre soprattutto conoscere le loro motivazioni e il valore ricercato.
Essere in linea con ciò che i clienti vogliono e percepire l’evoluzione dei loro bisogni ti consente di essere, man mano che passa il tempo, pieno di risorse ed innovativo. Questo è l’unico metodo che ti permette di ottenere la fedeltà della clientela oggi e mantenerla nel lungo termine.
“Cosa posso implementare nella mia offerta per garantire oggi Customer Loyalty e anticipare le necessità di domani dei clienti? E per distinguermi dai miei competitor?”
Avere consapevolezza di ciò che stanno pagando i clienti
Se il rapporto cliente-fornitore è del tipo vincere-vincere, se genera reali benefici, se permette al cliente di percepire il valore e un alto livello di servizio, allora ci sono le basi per la fedeltà alla marca.
Non devi vendere bene della merce o dei servizi, devi vendere valore!
In questo caso la domanda chiave è “Sto fornendo reale valore aggiunto ai clienti o gli do quello che chiunque altro può offrirgli? Cosa è bene modificare?”
Integrità per poter avere la Fedeltà
Nel business integrità è anche mantenere fede agli impegni, essere onesti, fornire un livello di servizio congruente nel tempo, essere affidabili, e tanto altro… Business che dimostrano alti livelli di integrità sono quelli che riescono meglio a garantirsi un alto livello di fedeltà.
“Ci sono delle incongruenze tra quello che dico ai miei clienti e ciò che faccio? Cosa puoi migliorare?”
Capire cosa avviene dopo la vendita
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Uno degli errori principali è focalizzarsi sulle prime fasi del processo di vendita senza concentrarsi sul dopo. Si pensa che un cliente soddisfatto e felice rimanga tale per tutta la vita e continui a rivolgersi a noi. Non è così. L’esperienza d’acquisto di un cliente è la somma di tutte le piccole esperienze che fa dal primo contatto fino a quello con il customer service.
Poniti questa semplice domanda “Se fossi nei panni del cliente cosa realmente desidereri da un punto di vista di prodotto, assistenza e servizio? Cosa posso migliorare nella catena del post-vendita?”
Un diamante è per sempre, la Customer Fidelity no
Una campagna pubblicitaria ben fatta incoraggerà i clienti a provare il nostro business, ma solo un’autentica relazione li farà tornare.
Fino a quando un cliente riesce a trarre un reale beneficio dal nostro business probabilmente ritornerà, ma potrà sempre scegliere un altro fornitore se non è soddisfatto della sua esperienza.
Evita di considerare la fedeltà del cliente come un elemento che, una volta acquisito, non va più messo in discussione.
La domanda guida potrebbe essere : “Cosa sto dando per scontato nella catena del valore che offro al mio cliente, che potrebbe interrompere la Customer Fidelity?”
Il passa parola è sempre stato una dei pilastri fondamentali del marketing
Essere in gamba e dare un buon servizio non è sufficiente perché il cliente parli di noi. Occorre essere eccellenti!
Solo quando costantemente sorpassi le aspettative i tuoi clienti diventano dei veri e propri “raving fans”. Solo quelli sono i clienti che parlano della tua azienda ai loro amici, parenti, vicini e colleghi.
“Sto superando le aspettative dei miei clienti? Dove devo migliorare?”
Quando troverai la risposta a queste domande cruciali sarai in grado di creare clienti fedeli che ti permetteranno di sviluppare i ricavi della tua azienda molto più velocemente.
Buon processo di fedeltà
Andrea Grassi
PS se vuoi farmi delle domande specifiche sull'argomento puoi farmele scrivendo all'indirizzo a.grassi@bepartners.it